Anvoia
Partenza Malegno m. 324
Arrivo Malegno m. 324
Lunghezza 17,6 km
Dislivello max. 636 m
Dislivello totale 664 m
Cartografia Kompass n° 103 Le tre valli bresciane
Preparazione atletica necessaria buona
Difficoltà tecniche Tratti in single track in discesa ma non difficili, guado poco prima della località Pat
Periodo consigliato Aprile - ottobre
Parcheggio Presso il cimitero di Malegno
Note Suggestiva area archeologica in località Anvoia



Località: Malegno – Pat – Creelone – Ossimo sup. - Malegno

Premessa:
Itinerario molto vario sia per il fondo (asfalto nella parte iniziale, poi sterrato, mulattiere sassose, sentieri) che per il panorama, prima nella piacevole valle di Lozio e i suoi boschi, poi ci si affaccia sull'altopiano del sole (Ossimo – Borno) con vista sulle prealpi bresciane dal Pizzo Badile fino ai monti del Sebino passando per San Glisente da un lato, Presolana e prealpi orobiche dell'altro. SiStele presso il parco archeologico di Anvoia può godere anche di una vista particolare sulla Concarena e le sue pareti calcaree. E' possibile, inoltre, visitare l'area archeolgica di Asinino – Anvoia con le sue suggestive stele.


Photogallery:



Descrizione:
Partenza dell'itinerario è dal cimitero di Malegno dove si può agevolmente parcheggiare l'auto. Imboccare la strada che porta verso Borno che ci permette un po' di tranquillo riscaldamento prima di imboccare lo sterrato. Al km 1,9 svoltare a destra seguendo le indicazioni per Lozio. La salita è piacevole, mai ripida e nemmeno troppo calda d'estate ma l'abbandoniamo dopo poco. Al km 3.8 svoltare a sinistra in una strada sconnessa con indicazione area pic-nic Pedena. Dopo circa 50 m di salita si arriva a un poligono di tiro, svoltare a destra imboccando la strada che sale in decisa salita, per fortuna breve e seguita da un bel tratto in falsopiano che ci permette di riprendere fiato. Questo è un assaggio di come sarà la salita fino a Pat: un susseguirsi di tratti ripidi intervallati da altri semipianeggianti o comunque con pendenze molto più ragionevoli. Si segue sempre la Pat - sulla destra l'ingresso al parcostrada principale. Mi permetto solo di segnalare verso il quinto km un ponte e poco dopo un tratto molto ripido dove spesso si trova un cane libero (c'è la casa del padrone vicino), prestare attenzione anche se noi non abbiamo mai avuto problemi. Proseguire fino al km 5.7 dopo aver attraversato un piccolo guado e percorso un tratto abbastanza ripido, subito dopo una curva a sinistra ci si trova a un incrocio. Prendere la strada a sinistra che torna indietro rimanendo alta. Inizia con una salita che si spiana subito. Proseguendo si percorrono diversi brevi saliscendi attraversando un bosco molto bello e per nulla faticoso fino ad arrivare a un guado e poco dopo alla località Pat (km 7, 854 m) facilmente riconoscibile da una santella, una fontana e un'area pic-nic. Il guado appena citato non è difficile però in caso di piogge abbondanti può contenere parecchia acqua. Arrivati alla santella il percorso procede a destra in salita ma facciamo una piccola variante per visitare il sito archeologico di Anvoia. Procediamo e entriamo in bicicletta ricordandoci, però, che siamo in un'area archeologica quindi con attenzione e rispetto. Dal nostro arrivo vediamo subito in avanti l'ingresso al parco con una casetta e dei pannelli informativi. Seguiamo le indicazioni e entriamo nel parco. Dopo circa 500 m molto piacevoli si arriva al sito archeologico dove si possono lasciare le bici e proseguire nella visita. Procedere quindi dritti seguendo le indicazioni ingresso Asinino, dopo circa 150 m con un tratto in buona discesa e con radici svoltare a sinistra seguendo le indicazioni “struttura ricettiva Pat” che ci riporta all'ingresso del parco dove potremo imboccare la strada in salita (km 8.23) con le due strisce cementate. Al km 8.95 si incrocia la strada asfaltata che da Lozio porta a Ossimo. Imboccarla a sinistra in leggera salita. Siamo quasi al culmine della salita che raggiungiamo poco dopo (km 9.5) presso la località Creelone (m 960) proseguire quindi sempre lungo la strada ora in discesa fino all'abitato di Ossimo (km 12) dove, poco prima della chiesa, svolteremo a sinistra in via Trieste seguendo le indicazioni “calcio/tennis”. Scendendo si arriva dopo breve ai campetti che si lasciano sulla sinistra imboccando la strada sterrata che scende decisa con indicazioni “al sass de leScendendo verso Malegno streghe”. Scendendo si incrocia nei pressi di una santella una carrozzabile che scende verso destra (è la carrozzabile che porta a Pat). Attraversarla imboccando, invece, dall'altra parte la prosecuzione di quella da cui siamo arrivati. Poco dopo si arriva a un tornante a destra. Attenzione: proseguire dritti abbandonando la strada che stavamo percorrendo procedendo lungo un sentiero a volte erboso che sovrasta un muro.
Inizia il tratto più impegnativo, il sentiero a tratti è stretto e, specialmente in estate, a volte invaso da vegetazione e da rovi ma ne vale la pena. Al km 14.5 si arriva in località Carnino dove si incrocia una mulattiera che scende da sinistra. Imboccarla a destra in discesa. Al km 14.9 si incrocia la strada che da Malegno porta a Borno, la imbocchiamo per abbandonarla immediatamente al tornante a destra sottostante procedendo dritti, attraversando la sbarra e svoltando immediatamente a destra costeggiando la recinzione di una casa.

Dopo un breve tratto molto ripido al km 15.4 si incrocia una carrozzabile. Imboccarla sulla destra in discesa. Si incrocia dopo 300 m la strada fatta all'andata che da Malegno porta a Lozio. Imboccarla sulla sinistra in salita ripercorrendo per un breve tratto la strada dell'andata fino al km 16.2 in corrispondenza del cartello del km 1 SP 92 svoltare a destra in discesa in una strada semiasfaltata che ci porta verso malegno. Dopo 500 m (km 16.7) dopo aver attraversato un ponte ci si trova a un bivio. Prendere la strada a destra in discesa. Al km 17.1 si incrocia una strada asfaltata che scende da destra. Imboccarla a sinistra in discesa. In tutti i bivi successivi prendere sempre la strada in discesa fino ad arrivare alla chiesa di S. Andrea che costeggiamo sulla sinistra lasciandocela, appunto, a destra fino ad arrivare di nuovo al cimitero, punto di partenza del nostro itinerario (km 17.6). Ringrazio Riccardo e Gregorio per le indicazioni e per avermi fatto da guida sul posto


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